L'8 Marzo a Rimini: più Rispetto e Diritti alle Donne


L’8 marzo è oggi una festa il cui valore non solo si è perduto nei decenni ma si è anche snaturato nella sua essenza originaria, trasformandosi in una ridicola farsa pseudo femminista dai connotati consumistici e in troppe occasioni dalle tinte spinte.

In realtà la ricorrenza dell’8 marzo si lega ad un fatto di cronaca a dir poco tragico e che dall’America ha scatenato un ondata d’indignazione che si è poi propagata per tutta Europa.

America del 1908. Le operaie dell’industria tessile Cotton costrette a lavorare in condizioni terribili di sfruttamento pochi giorni prima dell’8 marzo, scioperano per rivendicare i loro diritti di giustizia sociale. Lo sciopero và avanti per qualche giorno finchè il proprietario blocca tutte le porte della fabbrica impedendo alle operaie di uscire. Lo stesso giorno viene appiccato il fuoco allo stabilimento e le operaie muoiono tutte asfissiate. Questa immane tragedia muove anche la coscienza di Rosa Luxembourg che istituisce l’8 marzo quale giornata di lotta internazionale delle donne contro ogni tipo di vessazione.

Delle rivendicazioni giuste ed eque di un tempo orami rimane ben poco e ad oggi solo alcune realtà si impegano sul piano civile ponendosi interrogativi sulla condizione della donna in ambito politico, giuridico, lavorativo e culturale.

Begli esempi arrivano dai comuni di Rimini, di Cattolica, di Coriano, di Bellaria Igea Marina, di Poggio Berni, di Riccione, di Montescudo, di Santarcangelo e da alcune associazioni di categoria, i quali si impegano nell’iniziativa Donne, Diritti e Rispetto, una kermesse di appuntamenti, tavole rotonde e seminari disseminati sul territorio e ad ingresso gratuito.

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