Alla scoperta della città romana: l'anfiteatro e le domus


Domus Romana a RiminiIl panorama dei Beni Culturali in Italia vive situazioni in contrasto. Il nostro paese è ricco di opere d’arte e monumenti, ma non sempre i finanziamenti sono sufficienti per sovvenzionari i tanti addetti ai lavori. La morale è che spesso chi vuole intraprendere questa carriera è scoraggiato da contratti poco convenienti.

Fortunatamente l’amministrazione riminese è molto attenta ed attiva nel campo della conservazione dei beni culturali. Vi riporto, testualmente, il bando di un’interessante iniziativa estiva, legata all’archeologia e alla storia di Rimini.

Luglio-agosto 2007, tutti i giovedì ore 10
Luogo di ritrovo: Museo della Città (via L. Tonini, 1)

Estate al Museo è anche l’appuntamento con le visite guidate che i Musei Comunali propongono lungo un percorso attraverso i segni di Ariminum, alla scoperta dell’Anfiteatro e delle domus documentate nella Sezione archeologica del Museo o in sito: è questo il caso delle domus della Camera di Commercio che sarà possibile visitare grazie alla collaborazione della stessa Camera di Commercio e del Fai-Delegazione di Rimini.

Per chi desidera compiere questo viaggio nella città romana, l’appuntamento è presso il Museo della Città, in via L. Tonini ogni giovedì mattina alle ore 10, dal 5 luglio al 30 agosto 2007. Dal Museo la visita guidata si sposterà nel sito archeologico della Camera di Commercio, in via Sigismondo e quindi all’Anfiteatro, i cui resti sono visibili lungo via Roma. Ogni incontro avrà la durata complessiva di 2 ore.

Quota di partecipazione: Museo e Anfiteatro € 3, con visita alle domus della Camera di Commercio € 6.

Protagoniste della Sezione Archeologica del Museo sono la domus di piazza Ferrari, detta ‘del chirurgo’ dall’eccezionale strumentario medico rinvenuto, e la domus di palazzo Diotallevi. Distrutta da un incendio intorno alla metà del III secolo, la domus ‘del chirurgo’ ha restituito mosaici, affreschi e pregevoli arredi (tra cui spicca il raffinato quadretto in vetro con raffigurazione di pesci, un eccezionale corredo chirurgico-farmaceutico, il più completo documentato nel mondo romano. Quando sarà fruibile l’area di scavo nella vicina piazza, il percorso museale si completerà con la visita agli ambienti conservati in loco. L’agiato tenore di vita della domus di palazzo Diotallevi è dichiarato dai suoi materiali: emblematici lo splendido servizio di bronzi da mensa, una statua frammentaria in marmo copia del discobolo di Policleto, grandiosi mosaici fra cui quello noto per la scena con l’ingresso delle barche nel porto, allusiva all’attività marinara del dominus.

La proposta consente anche di visitare (quando possibile) i resti delle domus rinvenute nello scavo eseguito negli anni ’90 nella sede della Camera di Commercio, in via Sigismondo: qui è venuta in luce parte di un’insula abitata con continuità dal II secolo a.C. al V secolo d.C.: di particolare impatto sono i pavimenti in mosaico e lastre di marmo assegnabili alle fasi imperiali più tarde.

A chiudere l’itinerario è la visita ai resti dell’Anfiteatro romano che sorgeva ai margini del centro abitato di Ariminum, non lontano dalla costa, allora più arretrata rispetto all’attuale. La struttura ellittica misurava complessivamente 118×88 metri, mentre l’arena aveva un’ampiezza di metri 73×44. Vi si organizzavano spettacoli gladiatori che richiamavano un pubblico di almeno 12.000 spettatori. Con i due ingressi principali, posti all’estremità dell’asse maggiore, numerose altre entrate immettevano nel corridoio perimetrale, da cui si accedeva alle gradinate in pietra. Sobria struttura in laterizio sviluppata su due ordini sovrapposti, l’anfiteatro fu edificato nel II secolo d.C., come testimonia la moneta dell’imperatore Adriano rinvenuta in una muratura,: Quando nel III secolo, per fronteggiare la calata dei barbari, la Città si dotò di una nuova cinta difensiva, l’anello esterno dell’Anfiteatro venne inglobato nelle mura. Persa la funzione originaria, fu in età medievale adibito ad orti; nel 1600 vi sorgeva un lazzaretto, collegato alla Chiesa e Monastero di Santa Maria in Turre Muro. A rinnovare la memoria dell’anfiteatro romano fu, nell’Ottocento, Luigi Tonini, che riportò alla luce parte delle strutture. Rimane tuttora interrato il settore sud-occidentale su cui, dal dopoguerra, insiste il Centro Educativo Italo Svizzero.

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