Valorizzazione della Domus del Chirurgo a Rimini


Domus ChirurgoLa Domus del Chirurgo è una ferita aperta nel centro di Rimini. Indiscutibile è il suo valore storico artistico ed archeologico. La villa, infatti, ha restituito mosaici e reperti unici in Europa, un corredo di attrezzi medici riferibili all’epoca romana, come quello ritrovato a Rimini, non ha uguali al mondo. Tuttavia dal punto di vista del restauro, della valorizzazione e dell’inserimento nel paesaggio urbano, siamo ancora molto indietro.

Ero solo un bambino quando l’apertura di quello scavo mi convinceva che l’archeologia sarebbe stato il mio futuro, e invece sono già passati 15 anni e lo scavo è ancora poco più che un cantiere a cielo aperto.

Era il 1989 quando un normale lavoro di manutenzione presso il parco di Piazza Ferrari portava alla luce il celeberrimo sito. Lo scavo, venne preso in consegna e condotto dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna in collaborazione con il Museo Comunale di Rimini.

La domus, nel corso dei rilievi ha palesato diversi stadi abitativi manifestati su più stratificazioni archeologiche. Verosimilmente la domus potrebbe aver visto la luce in età repubblicana, il momento di massima espansione è invece nella seconda metà del II sec. d.C.

Senza scendere troppo nei tecnicismi, è interessante notare come la domus allora si trovasse vicinissima al mare, anzi, probabilmente sulla spiaggia contornata dai pini, che guarda caso sono ancora la vegetazione predominante in Piazza Ferrari. La Domus si trovava al fianco dell’allora porto canale, sulla stessa linea d’aria dell’anfiteatro, anche esso secondo usanza, ubicato sulla spiaggia.

La villa ha restituito, come detto, importantissime testimonianze, vi elenchiamo brevemente un elenco, ma la cosa migliore è recarsi al museo di Rimini e prenderne visione personalmente. Un sommario elenco delle meraviglie restituite dalla Domus:

  • prestigiosi mosaici
  • vivaci affreschi
  • triclinium ornato da un mosaico
  • grande vaso
  • affreschi
  • pannello in vetro che raffigura pesci su fondo marino.
  • mosaico con Orfeo
  • ricchissimo corredo chirurgico
  • mortai per la preparazione di farmaci

Non voglio entrare nella polemica che da anni accende il mondo culturale riminese, circa la valorizzazione del sito all’interno del paesaggio urbano, ma voglio far presente che esistono numerose ditte specializzate per il restauro e la conservazione di opere d’arte e di siti, qui trovate un esempio positivo di valorizzazione del patrimonio archeologico.

Cittadini riminesi, che ne pensate? E’ ora di dire la vostra!

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